L’immesso al consumo di oli e grassi vegetali e animali in Italia
Nel 2024, secondo le stime del CONOE, in Italia sono state immesse sul mercato circa 2,9 Mt di oli vegetali a uso alimentare. Più della metà del totale è rappresentato dall’olio di palma che conferma il suo peso sul mercato con volumi di circa il 52%.
L’olio di girasole mostra una leggera crescita come volumi (circa il 30% del totale) a discapito dell’olio di oliva che scende a circa il 15%. Una quota molto inferiore è costituita da olio di soia e olio di arachide.
La raccolta e l’avvio a riciclo degli oli vegetali e animali esausti in Italia
Una parte non trascurabile di questi oli non viene consumata direttamente durante l’uso, a cominciare ad esempio dagli oli destinati alla frittura o le confezioni di prodotti conservati sott’olio, ma diventa un rifiuto speciale non pericoloso che deve essere correttamente smaltito.
Di tali quantitativi, stimati in circa 300 kt, circa il 65% proviene dal settore domestico e il restante 35% da quello professionale, suddiviso tra la ristorazione e l’industria e artigianato. Di fatto al settore domestico è imputabile la quota maggiore di oli vegetali esausti prodotti e quindi il più alto potenziale di oli recuperabili.
Nel 2023 gli oli e grassi vegetali e animali complessivamente avviati a riciclo in Italia sono stati oltre 110 kt, dato in crescita del 9% rispetto ai valori del 2023.
La curva del valore dell’olio vegetale esausto che aveva subito una crescita negli anni scorsi, passando da una media annuale di 620 euro/t nel 2019 a un valore massimo di 780 €/t nel 2022, valore di picco legato allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, per il 2024 mantiene valori indicativamente allineati a quelli del 2023, con un valore medio di 710 €/t.
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